IMMAGINI

Forma di un corpo percepita coi sensi, specie con la vista (“Zanichelli”)

Sacrosante parole!

foto©Aleyakke

IL MONDO, ORAMAI, L’E’ PROPRIO STORT.

- Se sapesse, mia cara… questo tempaccio che mi riempie di dolori, i nipotini che mi tirano di corsa e… lo sa? mi vedo già giù dalle scale, sono diavoli mica angeli!
- Cosa vuole che le dica, una volta cara lei si stava meglio, anche se “si stava peggio”, non ho ancora il coraggio di togliermi le calze elastiche.
- L’è il mondo, mia cara, queste macchine e tutte le fabbriche che slargan il bus lassù e le stagioni non ghe sun più, per non parlare poi della pensione: non ce la faccio più! Il mondo ormai l’è stort come le nostre schiene pien de dulur!

foto©Aleyakke


ODIO L’ESTATE

Eccoli, tutti, come pagati a testimoniare in tutti i tiggì sponsorizzati dall’ottimismo del premier circa il nostro benessere straripante di euro e di salute, pronti a parlar della “prova costume”, di cellulite, di paradisi tropicali o montagne rigeneranti, di Adriatico, di Tremiti, di Capri che ormai è in mano alle multinazionali della moda a caro prezzo, dei “resort” dove campeggiano “casti” i Vip delle notti.
Eccoli, tutti in coda ai rientri, felici di aver rateizzato persino quella settimana, eccoli sfiniti nelle stazioni e aerostazioni dove gli scioperi non derogano ad ottobre la lotta.
Eccoli, quelli che piaciono a me: quelli che hanno di loro o in affitto la modesta casetta di campagna, nonni (utilissimi) compresi, agriturismo fai da te, dove i bimbi crescono tra ciliege, uova fresche, funghi e corse e passeggiate in pineta, o la spiaggia libera di portarsi l’ombrellone (che ormai quello dei Bagni Vittoria a Riccione sono quotati in banca), teli, riso freddo e macedonia di pesche e vino.
Non amo più l’estate, non mi interessa, non ho più amori da inseguire, la moglie non si cimenta più in tentativi bikinizzanti, i ragazzi sono così grandi da viver soli, rimango inutile, controllando che il condizionatore non smetta di ronzare, solo partecipo con il mio piccì a tener sveglia la mente, posto, pubblico, commento, cerco notizie, spigolature, tentativi di formattare con i conseguenti casini, insomma: a che serve l’estate, non è forse come le altre stagioni (non quelle di mezzo, che non ci sono più!),
Okkei facciamola finita, con una bella fetta d’anguria fresca.
Aspettando le settimane bianche.

foto©Aleyakke

E se fosse proprio così? quante inutili illusioni d’amore

Ma io sto bene anche senza di te!

SULLE BUGIE E L’AMICIZIA

“Non ci rendiamo mai conto del valore degli amici se non quando stiamo per perderli. E quando tutto va bene siamo così insensati da credere di poter fare a meno di loro.”
Ralph W. Emerson

CHI VOGLIAMO INGANNARE?

“Sono io una brava persona? Nel profondo, voglio poi davvero essere una brava persona, o voglio solo sembrare una brava persona in modo che la gente (incluso me stesso) mi approvi? C’è differenza tra le due cose? Come faccio a sapere davvero se mi sto prendendo per il culo da solo, moralmente parlando?”
David Foster Wallace

Conoscersi

“Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
Italo Calvino

MA QUALE BELLEZZA?

 

Mi ha detto:
“Sei bello, bellissimo, perchè la tua è una bellezza profonda, che viene dal cuore, dal cervello, da una sensibilità diversa e superiore, da una capacità di trasmettere, anche solo con le mani e con lo sguardo, cultura, infondere sicurezza, protezione. E sentirti parlare dischiude orizzonti immensi. Starei ore ad ascoltarti incantata. Questa è la vera bellezza, quella che ogni donna cerca, desidera, la tua, la tua bellezza interiore”.

Le ho tirato un cazzotto in pieno stomaco.
La bellezza interiore.
Con tutto quello che spendo per ’ste cazzo di cremine
.

(via imod) UomoMordeCane

 

“Non c’è nulla di meglio, a una certa età, che esser dichiarati pazzi. La maggior felicità che io conosca, avevo detto a Gambetti, è quella del vecchio pazzo che può dedicarsi alla sua pazzia in perfetta indipendenza. Se ne abbiamo la possibilità, dovremmo proclamarci vecchi pazzi a quarant’anni al massimo e tentare di portare la nostra pazzia all’esasperazione. È la pazzia che ci rende felici, avevo detto a Gambetti.

(Thomas Bernhard, Estinzione, p. 103)

PRIMAVERA

 

La natura è il tempio
la sua navata è una foresta
di profumi freschi
come carni di bimbo,
teneri verdi come prati
ambra, muschio, incenso,
respiro di cose infinite.

Non ho dormito un cazzo
esofagite l’ha chiamata
rode dentro e brucia

La foresta e i prati
profumano intorno

non è forse solo l’odore greve
di merda di vacca?

foto©Aleyakke

SANREMO: MORGAN (MARCO CASTOLDI) CI SARA’ O NON CI SARA’? VI FREGA?

Non nego che il musicista (non si può direche sia un affermato  cantante) abbia, nei trascorsi due XFactor sia riuscito a render una consistente parte del pubblico, davanti e dietro gli schermi delle tv, più curiosa e atttenta alle sue elucubrazioni teoriche-psicodrammatiche-scientifico biografiche circa la conoscenza della capacità della musica di aggregare chiunque in qualunque parte del mondo, sia riuscito ad affascinarmi.

 
Ma ora che si è scoperto (autodenunciandosi) che la nevrosi che accompagnava ogni suo dibattito, fosse (si pensa) dipendente dalla cocaina, che si sa fa anche “straparlare”.
Ora le ultime news ci danno due opzioni: secondo la Clerici (splendido sogno del maschio italiano in cerca di mamma tuttofare) “Morgan ci sarà” come non si sa ma… Secondo la RAI: “Morgan, statene certi, non ci sarà”.
Datemi anche la vostra opinione, con una semplice risposta al quesito:
“VORRESTE VOI PRESENTE MORGAN A SANREMO: SI’ o NO?”

Dieci dischi per sopravvivere a Sanremo

Un «piccolo prontuario di resistenza musicale» per «sopravvivere» al Festival di Sanremo.
È quanto pubblica l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, consigliando dieci dischi altrettante «pietre miliari» della storia del rock – con i quali resistere alla «marea crescente di canzoni festivaliere».
«Una marea che si preannuncia particolarmente perniciosa – ma siamo pronti a ricrederci – per la presenza di principi e allenatori di calcio», ironizza il giornale vaticano.
L’Osservatore Romano consiglia quindi una vera `top ten´ dell’empireo pop-rock, «i classici dieci dischi – dice – da portare su un’isola deserta»:

‘ Revolver´ dei Beatles (1966),
`If I could only remember my name´ di David Crosby (1971),
`The dark side of the moon´ dei Pink Floyd (1973),
`Rumours´ dei Fleetwood Mac (1977),
`The Nightfly´ di Donald Fagen (1982),
`Thriller´ di Michael Jackson (1982),
`Graceland´ di Paul Simon (1986),
`Achtung baby´ degli U2 (1991),
`What’s the story, morning glory?´ degli Oasis (1995),
`Supernatural´ di Carlos Santana (1999).

Siete d’accordo? oppure proponete voi una top-ten o solo singoli che portereste con voi lontano dai rumors sulla presentatrice e la presunta qualità melodica delle canzoni che verranno presentate sul palco di Sanremo.

Chi vuole una storia?

Chi è che vuole una storia?
Sono quelli che non vorrebbero mai una storia. Perchè la storia gira attorno a chi non vuole storie, e se l’amore è una storia che storia sarebbe senza fare l’amore?
Devo mandarle dei fiori.
Pronunciare il suo nome, tra le orecchie e il collo con le labbra aderenti e quasi tremanti in quell’incavo odoroso e afrodisiaco, è come ripetere quasi ossessivamente il suo nome, storpiato, mutilato, non intero e musicale, ma marziale e sincopato: no! Non lo posso svelare, e non basterebbero i fiori, a centinaia, a ricoprirla, quando la incontrerò, e libererà la fragranza del’intricato paradiso umido e ombroso, e non so delle sue sopracciglie di strega o d’angelo, e non so ancora dei suoi fianchi e dei suoi seni, della sua camminata non so, e dei suoi occhi e delle accoglienti labbra, ancora non so.
Non c’è donna che non renda un uomo confuso, docile, effervescente, ammansito, esaltato, fragile, felice quando lo ha portato all’innamoramento e quando poi ti propone l’attesa, la dominazione del desiderio, tu non sai se attraversare il gelido fiume che spegne l’ardore oppure saltare nel fuoco per lei e continuare a sognarla indolente, continuare a contorcersi nuda e sapiente attorno a me, in cerca di una silenziosa armonica musicalità come le lunghe frange di un macramé mosse dal vento.
Lo so, noi due sappiamo che la giostra del piacere sta girando quasi senza sosta scambiandoci eccitazioni e sussurri, e ci rincorriamo, lasciando che sia l’attesa a far crescere ciò di cui vogliamo: essere soggetto e oggetto estremo del nostro piacere, e di ogni cosa goderne appieno: del cibo, del vino, della nudità e della pelle.

Sono bello, anzi bellissimo!

Sono solo tornato per rifare le valigie e far prendere aria al miniappartamento, poi me ne torno al sole di Zanzibar con tutti quei pirati che nemmeno mi pensano tanto sono bello, anzi bellissimo, cioè abbronzatissimo con la tartaruga addominale in piena forma.
Ho trovato anche un messaggio nella segreteria del cellulare che ho lasciato incustodito sul lavandino vicino alla saponetta Cadum: bla bla bla bla bla…
Anch’io lascio un messaggio audiovisivo esplicito, a chi se ne fa carico lo dedico, a chi s’innervosisce vuol dire che non capisce e a …chissenefrega…

Buon ascolto

A.

Summer