Archivio per la categoria 'musica'
SANREMO: MORGAN (MARCO CASTOLDI) CI SARA’ O NON CI SARA’? VI FREGA?
Pubblicato da Sandro
Non nego che il musicista (non si può direche sia un affermato cantante) abbia, nei trascorsi due XFactor sia riuscito a render una consistente parte del pubblico, davanti e dietro gli schermi delle tv, più curiosa e atttenta alle sue elucubrazioni teoriche-psicodrammatiche-scientifico biografiche circa la conoscenza della capacità della musica di aggregare chiunque in qualunque parte del mondo, sia riuscito ad affascinarmi.
Ma ora che si è scoperto (autodenunciandosi) che la nevrosi che accompagnava ogni suo dibattito, fosse (si pensa) dipendente dalla cocaina, che si sa fa anche “straparlare”.Ora le ultime news ci danno due opzioni: secondo la Clerici (splendido sogno del maschio italiano in cerca di mamma tuttofare) “Morgan ci sarà” come non si sa ma… Secondo la RAI: “Morgan, statene certi, non ci sarà”.Datemi anche la vostra opinione, con una semplice risposta al quesito:“VORRESTE VOI PRESENTE MORGAN A SANREMO: SI’ o NO?”
Dieci dischi per sopravvivere a Sanremo
Pubblicato da Sandro

Un «piccolo prontuario di resistenza musicale» per «sopravvivere» al Festival di Sanremo.
È quanto pubblica l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, consigliando dieci dischi altrettante «pietre miliari» della storia del rock – con i quali resistere alla «marea crescente di canzoni festivaliere».
«Una marea che si preannuncia particolarmente perniciosa – ma siamo pronti a ricrederci – per la presenza di principi e allenatori di calcio», ironizza il giornale vaticano.
L’Osservatore Romano consiglia quindi una vera `top ten´ dell’empireo pop-rock, «i classici dieci dischi – dice – da portare su un’isola deserta»:
‘ Revolver´ dei Beatles (1966),
`If I could only remember my name´ di David Crosby (1971),
`The dark side of the moon´ dei Pink Floyd (1973),
`Rumours´ dei Fleetwood Mac (1977),
`The Nightfly´ di Donald Fagen (1982),
`Thriller´ di Michael Jackson (1982),
`Graceland´ di Paul Simon (1986),
`Achtung baby´ degli U2 (1991),
`What’s the story, morning glory?´ degli Oasis (1995),
`Supernatural´ di Carlos Santana (1999).
Siete d’accordo? oppure proponete voi una top-ten o solo singoli che portereste con voi lontano dai rumors sulla presentatrice e la presunta qualità melodica delle canzoni che verranno presentate sul palco di Sanremo.
Sono bello, anzi bellissimo!
Pubblicato da Sandro
Sono solo tornato per rifare le valigie e far prendere aria al miniappartamento, poi me ne torno al sole di Zanzibar con tutti quei pirati che nemmeno mi pensano tanto sono bello, anzi bellissimo, cioè abbronzatissimo con la tartaruga addominale in piena forma.
Ho trovato anche un messaggio nella segreteria del cellulare che ho lasciato incustodito sul lavandino vicino alla saponetta Cadum: bla bla bla bla bla…
Anch’io lascio un messaggio audiovisivo esplicito, a chi se ne fa carico lo dedico, a chi s’innervosisce vuol dire che non capisce e a …chissenefrega…
Buon ascolto
A.
Ma che bravo!
Pubblicato da Sandro
Sono proprio orgoglioso del mobiletto che ho fatto da me – San Giuseppe perdonami – e ora sembra proprio un casalingo impianto stereofonico della mia stanzetta multimediale – scrivania e personal computer- (la tv non c’entra, sta per essere sostituita con un tv 32″ LCD)!
Ora Michael sta giocando davvero!
Pubblicato da Sandro
A me piace ricordarlo così: nè bianco nè nero, come le sue inimitabili canzoni tutte con un grande ingenuo messaggio, anche se lui ne ha esasperato i contenuti di pace e d’amore trasfigurandosi e immolando se stesso nel desiderio di un mondo migliore.
Ciao Michael.Heal the World (video)
Paolo Nutini fenomeno italiano: cervello fuggito?
Pubblicato da Sandro
Paolo Nutini:
Candy
Esce ora il secondo album: Sunni Side Up.
Lusso? c’è chi lo vede così.
Pubblicato da Sandro
da Maninafutura
Ho una concezione del lusso che forse fa inorridire. Lusso non è avere parcheggiate in garage diverse automobili sportive, andare a dormire in hotel a cinque stelle, vivere in una villa principesca, possedere barche, case, gioielli, amanti, ghiaccioli e gelati. Lusso è poter decidere in qualunque momento di abbandonare il lavoro e quello che si sta facendo, preparare i panini, le bibite colorate e fare una gita al mare. Lusso è poter andare a lavorare a piedi in cinque minuti, senza essere costretti a trascorrere un’ora in macchina fermi in coda ad aspettare. Lusso è parlare con gli amici davanti a un bicchiere di vino, senza orologio e senza fretta, ridere insieme e sentirsi leggeri. Lusso è fare amore quando se ne ha voglia, ricevere abbracci e carezze non richieste, ma desiderate. Lusso è fermarsi ad osservare la luce che attraversa la finestra e anima gli oggetti, è avere tempo da dedicare a se stessi e agli altri, anche nelle cose più piccole. Non siamo ciò che possediamo, ma ciò che siamo capaci di offrire a noi e a gli altri.
Visto il Flick di ABS, dovevo pur rappresentare una foto di famiglia
con sospetto. Susy & Marietto.
Allertiamo i nostri sensi, non sono più quelli di una volta!
Pubblicato da Sandro
Abbiamo queste preziose facoltà, uniche, e proviamo a viverle di più, esplorandole magari aggiungendovi quel “sesto” senso che a volte ci salva da incontri-scontri che la vita, quotidianamente ci propone.
E’ in arrivo la primavera!
Pubblicato da Sandro
Il vento atteso
della primavera
che dissolve i grovigli
di nuvole bianche
al transito,
si destreggia
con rapido intuito
tra l’odore del mare,
il rumore del porto
e il suono di carrugi.
Poi tra conficcate lame
di sole spinge le vele,
e muove le ginestre
afferrate agli scogli.
Vento atteso,
velo trasparente,
suona la tua musica
ora, tra i bianchi,
scabri, rami d’ulivo.
foto e poesia di Alex
Che si potrebbe fare con 400 milioni di Euro?
Pubblicato da Sandro
Con 400 milioni di euro ci si possono fare un sacco di cose.
Si può dare un bonus di 500 euro a 800 mila persone. Oppure si può dare uno stipendio di 700 euro al mese, per un anno, a quasi 50 mila persone. Il governo invece ha deciso di spendere 400 milioni di euro per boicottare il referendum elettorale che si terrà a Giugno.
Lega e governo buttano 400 milioni per boicottare il referendum elettorale. – Schegge di Vetro
“spam”
Pubblicato da Sandro
by dockera
Ci sono anche “guru” che la pensano così! (vedi post precedente)
Pubblicato da Sandro
catepol da personalità confusa
“Sì amici, spenderemo zilioni di euro per avere il profilo Facebook con più amici che sia mai visto. Non mi è molto chiaro cosa ci guadagneremo dall’avere tutti questi amici sconosciuti, però di certo potremo vantarcene col prossimo. L’obiettivo di lungo periodo, poi, è davvero ambizioso: su Facebook puntiamo a superare i 6 miliardi di friends, ossia più della popolazione mondiale.”
Ci sarà da fidarci di certe Amicizie?
Pubblicato da Sandro
La Tv oggi ha detto che in Italia ci sono un milione e mezzo di adepti di FB, alla ricerca di nuovi amici, di vecchi amici, di proposte, di inviti, giochi di società, gruppi eterogenei, concorsi. La scoperta di internet è di là da essere al suo massimo, ci fa solo notare che ci aggreghiamo in family dove abbonda il sorriso e non manca la macchina del caffè. C’è chi obbietta: ma qui ci si espone, si mette il proprio nome e cognome! Ma chi l’ha detto. Il mio è un nik, forse perché non mi va che mi si cerchi e diventare amico o socio di qualche congregazione. La meraviglia è che dieci anni fa nemmeno si pensava che bastasse possedere una connessione via cavo o etere e salutare familiarmente un emerito sconosciuto, magari sotto mentite spoglie.
E’ già in produzione un bracciale-pc che nella folla ti informa chi potresti incontrare che l’ha come te al polso, che vorrebbe abbracciarti, ma visto da distante, potrebbe non essere di tuo gusto, magari cono una faccia antipatica, e allora basta spegnerlo, magari aprendolo in seguito e trovare tra i messaggi: “ti ho visto di là dalla strada, sono Elena e tu?”
E’ la rivincita, anche, non solo, dei timidi o dei marpioni, del confronto tra i nostri strumenti di socialnetworking, dell’inganno e di una nuova setta mondiale: “Friend to be Friend!”.
Sono stato un mese senza FB, Tumblr, Liquida e Twitter, per non parlare dei blog e degli album di fotografie, i Messenger e le visite e i contatti, una volta numerosi sono caduti verticalmente. E’ un segno? Ci si dimentica così presto degli “Amici”? Penso di sì, e non è poi tanto male, in fin dei conti tutta questa favolosa tecnologia ci ha fatto scoprire scrittori, poeti, redattori, inviati agli Oscar, teleinformatori, tecnici dello software, cinefili, fotografi, narratori, pubblicisti, autoironici, sì, ma facciamolo solo per noi stessi.
L’amicizia, quella che si frequenta con la quotidianità della frequentazione, della vicinanza fisica, in un bar, in ufficio, a scuola o a una cena non verrà mai sostituita da una collezione di avatar sorridenti.
Ritorno dal passato!
Pubblicato da Sandro
Mi sembrava – fino a un mese fa – di essere proiettato senza soluzione di inversione di rotta - verso il futuro, trasportato dalla mia postazione casalinga trasformata in saletta multimediale dove gli strumenti lampeggianti e intelligenti non lasciavano spazi alla fantasia se non quella sufficiente a far funzionare il giocattolo dei prossimi millenni: il “computer”, il personal electronic brain, al quale delegavo le vie più brevi per postare al meglio album fotografici, conversazioni e messaggeri, scripti destinati al pubblico affezionato e l’accesso ai commenti così utili a stimolare dibattiti sfruttando l’inimmaginabile potenziale della chiacchiera a distanza. Tutto questo fa dello sviluppo della tecnologia l’anarchico potere di poter scrivere, avvicinare, discutere come ci pare, persino anonimamente.
Ebbene, fino a un mese fa, tutto questo non aveva limiti, ma ecco che l’ultimo mio post ottimista ed elettrizzante mi ha rivelato una battaglia contro il potere di chi gestisce tutto quanto sopraddetto: il “portale-provider” non è tenero con chi vuole liberamente cambiare casa e senza tremori e paure riaccendere il computer in un’altra destinazione e trovarsi al punto dove avevo lasciato e avvertire educatamente gli amici affezionati: “Ho cambiato casa, ma sono qui: eccomi!”.
Una bella minchia, invece, c’è voluto più di un mese, silenzi, avvisi, le faremo sapere, un guasto nella rete, le difficoltà di accesso, la nuova password e le abbiamo regalato un biglietto per il treno a 7 Mega! Le ultime parole rivolte alla voce: “Sono Michelangelo in che cosa posso esserle utile?” sono state, drammaticamente quasi ad una crisi di pianto: “Perfavore mandatemi la password, ve ne prego, dove volete, sul cellulare, a questo indirizzo, per posta… insomma, io mica ciatto! io c’ho da fare, interrogazioni di Borsa, ci lavoro IO!” La risposta, ancora laconica e mangiasoldi – perché mica telefoni a un prefisso: questi sono solo 892: “attenda un minutino (musica di un intero 33), il guasto non è ancora riparato e riguarda tutti gli accessi nazionali, pazienti ancora qualche giorno”.
Sono salito sul balcone tenendomi allo stipide della finestra e guardando giù, cinque piani più in basso, Yago il rotveiller sbavante che mi guardava interessato, quando improvvisamente un ronzio e un dlin-dlon dal cellulare mi hanno distratto, forse mia moglie o forse Tonino, macché!: “Le inviamo qui di seguito la password per il suo accesso alla rete 7 Mega di Tiscali: xxxxxx…”, meno male che non sono caduto, nessun’altro della famiglia: Shelly, Susy e Marietto sarebbero riusciti a ridarmi vita su Facebook!
P.S.: sono a un passo dal bosco, ho visto greggi di capre, poiane, cavalli, cinghiali, merli, ghiandaie, gazze, capinere e cinciallegre e un silenzio fantastico, peccato che ora ci sia di nuovo questo fastidioso ticchettio!
foto©Aleyakke
Casa mia, per piccina che tu sia, ora e sempre sarai mia!
Pubblicato da Sandro
Casa mia, casa mia per piccina che tu sia già mi sembri una badia. Ecchevordì: una badia?
Forse che le badie o i seminari o i monasteri o le chiese di campagna sono forse piccole? di solito sono belle e spaziose, ricche di storia, di arredi sacri, di affreschi, mobili in noce, tabernacoli d’oro e preti, monaci e frati gentili e disponibili.
Niente di tutto questo: oggi da quando il 18 novembre dello scorso anno ho acquistato un appartamento di 70 metri quadri, ho cominciato a lavorare indefessamente subendo gli sguardi feroci dei manovali, idrauli, muratori e tinteggiatori che con me presente non potevano sparlarmi male dietro per quei quattro soldi del ricatto per farli lavorare una dozzina di ore al giorno come i più affamati rumeni e albanesi che si sono alternati, e devo dire con una grandissima perizia, nelle varie opere murarie e acquecircolatorie, e neppure mi devo lamentare dei due equadoriani che mi hanno sistemato il parquet di pitch-pine (oh, ragazzi, mi frottole queste!) che venuti dall’Oltreoceano respiravano indefessamente i vapori degli acidi dello stucco a legno, nonostante li invitassi a mettersi la mascherina che toglievano immediatamente per stare al cellulare (ma io mica li pagavo così profumatamente per dilapidare il capitale acquistando suonerie e scambiare saluti intraducibili con signorine con voci suadenti.
Insomma, oggi, 15 gennaio 2009 alle ore 17,30, “rinculando” verso l’uscio blindato, mi lasciavo la vista dell’abbacinante bianco dei muri, l’apprezzabile color panna del marmo dei pavimenti che ripreso dalle piastrelle del bagno degno di un galleggiamento nel latte d’asina appena potrò permettermelo oppure mi lascerò scrosciare sotto una doccia piena di forellini massaggianti per poi affacciarmi a uno specchio di un metro quadro chiedendomi della mia bellezza per niente sfiorita ah ah! quanto siamo vanitosi, sì ma anche appagati dalla cucina di “Cucine & Cucine” – ovviamente – dove impera il color Venghé su bianco e alluminio ripreso dalle placche Living International (forse le più scarse, ma quelle con velo d’oro costano 12 € più Iva), ora non mi resta che arredare con i mobili vecchi la sala da pranzo col solito fratino di noce scura, il divano rosso da tivvù per i tiggì e finire poi, già me la vedo, la cameretta con la Frau di fronte alla piramide: amplificatore e lettore di cd, giradischi, casse, quando, lasciato riposare il personal computer lascia anche che a occhi chiusi torno ai fab ‘60 e ‘70!
E allora ecco che la casina piccina diventa la grotta di Toirano che ti inghiotte silenziosa, a dieci metri dal bosco, mentre appoggiato al balcone seguo i salti e le urla della ghiandaia e dei merli rincorrere i piccoli rossignol.
Ho sentito dire da mia moglie, dopo aver lavato tutti i pavimenti, i vetri, e spolverato un’enormità di polvere: “Non vedo l’ora di venire qui lunedì prossimo, sono proprio contenta, mi piace… e poi è nostra. Finalmente. Schiock!
Minchia raga, va bene comprare una casina, buttarci tutti i risparmi di una vita, e speriamo di campare… ma quella, cazzo mica se ne va, mica torna dalla mamma. Ancora qui, e per sempre, azz!
Alex










