IMMAGINI

Forma di un corpo percepita coi sensi, specie con la vista (“Zanichelli”)

Archivio per la categoria 'poesia'

Sono bello, anzi bellissimo!

Sono solo tornato per rifare le valigie e far prendere aria al miniappartamento, poi me ne torno al sole di Zanzibar con tutti quei pirati che nemmeno mi pensano tanto sono bello, anzi bellissimo, cioè abbronzatissimo con la tartaruga addominale in piena forma.
Ho trovato anche un messaggio nella segreteria del cellulare che ho lasciato incustodito sul lavandino vicino alla saponetta Cadum: bla bla bla bla bla…
Anch’io lascio un messaggio audiovisivo esplicito, a chi se ne fa carico lo dedico, a chi s’innervosisce vuol dire che non capisce e a …chissenefrega…

Buon ascolto

A.

Da dove cominciare?

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!

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Woody Allen (via flatguy)

A X-Factor, Marco è strepitoso nell’omaggio, con “Il nostro concerto” a Umberto Bindi

Risentire dopo tanto tempo questo indimenticabile pezzo del ‘60, scritto dal mio concittaddino Umberto Bindi che ho anche avuto la fortuna di conoscere), e prima che Marco Mengoni (il concorrente enormemente più talentuoso di X-Factor), arrivasse all’ultima nota ho preso a piangere. Bindi è stato un musicista incredibilmente virtuoso e produttivo e, per il suo outing di omosessuale, fu emarginato professionalmente e non solo. Muore il 24 maggio 2002.

Da vita a quasi 500 brani tra cui Arrivederci (1959), alla toccante Il nostro concerto (1960), in cui mette a frutto i suoi studi in una magnifica introduzione strumentale lunga più di 70 secondi, alla splendida Vento di mare, piena del mare della Liguria, e a Non mi dire chi sei (Festival di Sanremo 1961). Con l’amico Gino Paoli scrive Il mio mondo, Un ricordo d’amore e L’amore è come un bimbo. Con Franco Califano e Nisa scrive La musica è finita (1967) per Ornella Vanoni, e quindi Per vivere (1968) per Iva Zanicchi.

 

d’emozioni

Raccogliere emozioni
non è difficile,
è come
quando, un attimo
mi fermo a guardare
cosa è tra i miei piedi:
una piccola spilla che brilla nella ruga dell’asfalto.
E’ di un oro che pare corvino
come i suoi capelli, che sogno
e che ho visto una volta in fotografia.
Un oro che riluce debolmente,
perché è distante dai miei occhi,
devo chinarmi allora,
per vederne la lavorazione,
le onde del suo disegno:
è un fiore, un po’ spinoso,
forse un piccolo cardo
fiorito, viola e giallo.
Sa di terra, di sole,
di mare, di pini e d’emozioni.