IMMAGINI

Forma di un corpo percepita coi sensi, specie con la vista (“Zanichelli”)

Archivio per la categoria 'uomini e donne'

Sacrosante parole!

foto©Aleyakke

ODIO L’ESTATE

Eccoli, tutti, come pagati a testimoniare in tutti i tiggì sponsorizzati dall’ottimismo del premier circa il nostro benessere straripante di euro e di salute, pronti a parlar della “prova costume”, di cellulite, di paradisi tropicali o montagne rigeneranti, di Adriatico, di Tremiti, di Capri che ormai è in mano alle multinazionali della moda a caro prezzo, dei “resort” dove campeggiano “casti” i Vip delle notti.
Eccoli, tutti in coda ai rientri, felici di aver rateizzato persino quella settimana, eccoli sfiniti nelle stazioni e aerostazioni dove gli scioperi non derogano ad ottobre la lotta.
Eccoli, quelli che piaciono a me: quelli che hanno di loro o in affitto la modesta casetta di campagna, nonni (utilissimi) compresi, agriturismo fai da te, dove i bimbi crescono tra ciliege, uova fresche, funghi e corse e passeggiate in pineta, o la spiaggia libera di portarsi l’ombrellone (che ormai quello dei Bagni Vittoria a Riccione sono quotati in banca), teli, riso freddo e macedonia di pesche e vino.
Non amo più l’estate, non mi interessa, non ho più amori da inseguire, la moglie non si cimenta più in tentativi bikinizzanti, i ragazzi sono così grandi da viver soli, rimango inutile, controllando che il condizionatore non smetta di ronzare, solo partecipo con il mio piccì a tener sveglia la mente, posto, pubblico, commento, cerco notizie, spigolature, tentativi di formattare con i conseguenti casini, insomma: a che serve l’estate, non è forse come le altre stagioni (non quelle di mezzo, che non ci sono più!),
Okkei facciamola finita, con una bella fetta d’anguria fresca.
Aspettando le settimane bianche.

foto©Aleyakke

E se fosse proprio così? quante inutili illusioni d’amore

Ma io sto bene anche senza di te!

SULLE BUGIE E L’AMICIZIA

“Non ci rendiamo mai conto del valore degli amici se non quando stiamo per perderli. E quando tutto va bene siamo così insensati da credere di poter fare a meno di loro.”
Ralph W. Emerson

CHI VOGLIAMO INGANNARE?

“Sono io una brava persona? Nel profondo, voglio poi davvero essere una brava persona, o voglio solo sembrare una brava persona in modo che la gente (incluso me stesso) mi approvi? C’è differenza tra le due cose? Come faccio a sapere davvero se mi sto prendendo per il culo da solo, moralmente parlando?”
David Foster Wallace

Conoscersi

“Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
Italo Calvino

MA QUALE BELLEZZA?

 

Mi ha detto:
“Sei bello, bellissimo, perchè la tua è una bellezza profonda, che viene dal cuore, dal cervello, da una sensibilità diversa e superiore, da una capacità di trasmettere, anche solo con le mani e con lo sguardo, cultura, infondere sicurezza, protezione. E sentirti parlare dischiude orizzonti immensi. Starei ore ad ascoltarti incantata. Questa è la vera bellezza, quella che ogni donna cerca, desidera, la tua, la tua bellezza interiore”.

Le ho tirato un cazzotto in pieno stomaco.
La bellezza interiore.
Con tutto quello che spendo per ’ste cazzo di cremine
.

(via imod) UomoMordeCane

 

“Non c’è nulla di meglio, a una certa età, che esser dichiarati pazzi. La maggior felicità che io conosca, avevo detto a Gambetti, è quella del vecchio pazzo che può dedicarsi alla sua pazzia in perfetta indipendenza. Se ne abbiamo la possibilità, dovremmo proclamarci vecchi pazzi a quarant’anni al massimo e tentare di portare la nostra pazzia all’esasperazione. È la pazzia che ci rende felici, avevo detto a Gambetti.

(Thomas Bernhard, Estinzione, p. 103)

SANREMO: MORGAN (MARCO CASTOLDI) CI SARA’ O NON CI SARA’? VI FREGA?

Non nego che il musicista (non si può direche sia un affermato  cantante) abbia, nei trascorsi due XFactor sia riuscito a render una consistente parte del pubblico, davanti e dietro gli schermi delle tv, più curiosa e atttenta alle sue elucubrazioni teoriche-psicodrammatiche-scientifico biografiche circa la conoscenza della capacità della musica di aggregare chiunque in qualunque parte del mondo, sia riuscito ad affascinarmi.

 
Ma ora che si è scoperto (autodenunciandosi) che la nevrosi che accompagnava ogni suo dibattito, fosse (si pensa) dipendente dalla cocaina, che si sa fa anche “straparlare”.
Ora le ultime news ci danno due opzioni: secondo la Clerici (splendido sogno del maschio italiano in cerca di mamma tuttofare) “Morgan ci sarà” come non si sa ma… Secondo la RAI: “Morgan, statene certi, non ci sarà”.
Datemi anche la vostra opinione, con una semplice risposta al quesito:
“VORRESTE VOI PRESENTE MORGAN A SANREMO: SI’ o NO?”

Chi vuole una storia?

Chi è che vuole una storia?
Sono quelli che non vorrebbero mai una storia. Perchè la storia gira attorno a chi non vuole storie, e se l’amore è una storia che storia sarebbe senza fare l’amore?
Devo mandarle dei fiori.
Pronunciare il suo nome, tra le orecchie e il collo con le labbra aderenti e quasi tremanti in quell’incavo odoroso e afrodisiaco, è come ripetere quasi ossessivamente il suo nome, storpiato, mutilato, non intero e musicale, ma marziale e sincopato: no! Non lo posso svelare, e non basterebbero i fiori, a centinaia, a ricoprirla, quando la incontrerò, e libererà la fragranza del’intricato paradiso umido e ombroso, e non so delle sue sopracciglie di strega o d’angelo, e non so ancora dei suoi fianchi e dei suoi seni, della sua camminata non so, e dei suoi occhi e delle accoglienti labbra, ancora non so.
Non c’è donna che non renda un uomo confuso, docile, effervescente, ammansito, esaltato, fragile, felice quando lo ha portato all’innamoramento e quando poi ti propone l’attesa, la dominazione del desiderio, tu non sai se attraversare il gelido fiume che spegne l’ardore oppure saltare nel fuoco per lei e continuare a sognarla indolente, continuare a contorcersi nuda e sapiente attorno a me, in cerca di una silenziosa armonica musicalità come le lunghe frange di un macramé mosse dal vento.
Lo so, noi due sappiamo che la giostra del piacere sta girando quasi senza sosta scambiandoci eccitazioni e sussurri, e ci rincorriamo, lasciando che sia l’attesa a far crescere ciò di cui vogliamo: essere soggetto e oggetto estremo del nostro piacere, e di ogni cosa goderne appieno: del cibo, del vino, della nudità e della pelle.

Sono bello, anzi bellissimo!

Sono solo tornato per rifare le valigie e far prendere aria al miniappartamento, poi me ne torno al sole di Zanzibar con tutti quei pirati che nemmeno mi pensano tanto sono bello, anzi bellissimo, cioè abbronzatissimo con la tartaruga addominale in piena forma.
Ho trovato anche un messaggio nella segreteria del cellulare che ho lasciato incustodito sul lavandino vicino alla saponetta Cadum: bla bla bla bla bla…
Anch’io lascio un messaggio audiovisivo esplicito, a chi se ne fa carico lo dedico, a chi s’innervosisce vuol dire che non capisce e a …chissenefrega…

Buon ascolto

A.

Da dove cominciare?

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!

buddyicon                         
Woody Allen (via flatguy)

Preghiera

virgolette apri 2 copia 
  due cose, Signore, ti chiedo: una casa piena di libri e un giardino colmo di fiori.

(N.d. reblogger) : e un consistente conto in banca tipo Briatore, noo? 

Confucio (via unanuvola)

   

Esercizio: #1 – “La profuga”

Come al solito, la notte prima dell’arrivo della “profuga” non dormo niente, il sonno non è mai regolare, mi rigiro e arrivo all’ora di alzarmi prima che suoni la sveglia.
Tre anni è durata sta storia (i tre anni delle medie) e ricordo che mia madre, già bella e pronta, alle 6 e mezzo, neanche avesse un appuntamento galante, toccarmi lievemente sulla fronte sorridendo mentre io gioco ogni volta a farle credere sia una mosca il fastidioso “ditino” che mi sfiora. “Lory, facciamo presto, io sono già pronta, dobbiamo andare a prendere Tanja, arriva stamattina, dai”. Amici, signori della Corte, giurati, assolvetemi se dovessi ucciderla, ma non la sopporto più”.
Mia mamma? ma no! Tanja. Mia mamma, l’essere più dolce più vicino ad un extraterrestre per via dell’inviolabile ottimismo e sorriso che non l’abbandonava mai. No Tanja, vorrei uccidere. Tutti gli anni, tre per la verità, soli, emmenomale, il 20 luglio (circa) e fino al 30 agosto (circa) arrivava con i suoi calzerotti bianchi, le scarpine (incredibile come le durassero) di vernice rossa, quest’anno un paio di “gins” Carrera (ma chi li ha più visti, dal 90) che non scoloriscono nemmeno con la spazzola di ferro, la camicietta bianca con le maniche a sbuffo, insomma povera “crista” come dice mamma, gliele avevamo comprate noi tutte ste belle cose e ora gliele ritroviamo addosso un po’ più corti, un po’ più stretta, la camicietta.
Avete capito a cosa mi riferisco, mia madre devota di una congrega di non so bene che confessione ogni anno offre le vacanze a una ragazzina ucraina, e ogni anno questa “bestia” mi diventa sempre più bionda (la odio), più alta (le spezzerei le gambe a martellate) e con le tette più “evidenti” di tutte le mie amiche e me messe insieme.
E ha solo 14 anni!
E così ce ne torniamo a casa, con la sua timidezza, le sue nuove parole in italiano (a me non frega niente di imparare tre parole di ucraino, giusto “da, niet e dobre” (bene), lei invece attacca con: “Come stai Lory”, “Questo anno il sole è caldo”, “Finita la scuola?”.
Il mio letto, per quaranta giorni è “suo” maledetta, a me il divanetto due posti di orsetto (è del ’70, quando si sono sposati ma e pa), ribaltabile e scomodissimo, ho già rischiato di venirne risucchiata e se tutti fossero fuori, chi mi salverebbe?
No, ho deciso, quest’anno forse se riesco a portarla al mare l’affogo. Lo voglio gridare: sto per “uscire” con Matteo, una madonna di bestia che vuole tenermi fuori una sera un po’ di più, se ci riesce, perchè, me lo ha detto: vuole baciarmi e sta “profuga” tra le balle non ce la voglio. Non ce la voglio. Mamma, non ce la voglio.
Avete capito che 40 giorni sono lunghi da passare, e l’unico vantaggio (e che vantaggio…) in spiaggia, avevamo più ragazzi attorno che al baretto quando c’era la finale di calcio sul satellite. Partite a King, penitenze, leccate multiple sui coni gelato, sempre dove aveva passato la lingua “lei”, e io che continuavo ad offrire il mio in giro, Matteo non si vedeva più e a volte non si vedeva nemmeno “lei”, poi comparivano uno da destra e l’altra da sinistra, fortunatamente non insieme ci avrei patito tanto!
Mamma piange, come se le avessero trifolato il criceto, papà non prende mai le ferie in questo periodo, o forse non gliele danno, fatto sta che lui sta “soviet” non la vede se non quando mangia (quanto mangia), quando arriva e quando parte, giusto per i “vicini”.
Mamma piange, le tiene la borsa piena di “mie magliette, miei gins, mie scarpe”, mie un mucchio di cose che a lei non entreranno mai: “Tanja, bambina mia questa è tutta per Sonja, eh, tua sorellina, mi raccomando poi verrà anche lei l’altr’anno? vero? dillo ai tuoi genitori che noi vi vogliamo con noi, vero Lory? eh Lory, avrai due amiche, dai un bacino a Tanja, vi siete divertite?” praticamente le ho sfiorato la guancia e lei ha borbottato qualcosa in quella cavolo di lingua, sono sicura che mi a mandato a quel paese.

(breve racconto scaturito dallo skazzo generale, forse un ramo sfuggito della “maiala” )

Tutti comunisti, e tutti contro di me!

L’intervento ieri sera a Ballarò, quasi a sopresa, del Premier sa molto di regime.

Il disperato “basta, basta, basta…” di Rosy Bindi, secondo me, è stato meglio di qualsiasi risposta di merito.
Basta, basta, basta: siamo tutti ostaggio di quest’uomo e delle sue paranoie, di comunisti che esistono solo nella sua dispercezione patologica del mondo esterno a sé, dei suoi rovesciamenti di rabbia che diventano rovesciamenti del reale, per cui se uno va in giro comprando giudici e testimoni il problema non è lui ma chi l’ha scoperto.
Basta, basta, basta non è una cosa di sinistra né di destra, perché questo governo non è né di destra né di sinistra, è un’accozzaglia di liberismo e statalismo, precarietà e posti fissi, amicizie con dittatori ed ex spie del Kgb, affari privati e dossieraggi pubblici, nulla che abbia a che vedere né con la destra né con la sinistra.
Basta, basta basta è lo stanco buon senso di chi vorrebbe una democrazia normale, senza autocrati miliardari, con una destra e una sinistra normali che possano serenamente litigare e conquistare il consenso in modo normale e sulle cose normali di un paese normale.

gentilmente trafugato da: L’Espresso Blog. Piovono rane. (vedi il video Ballarò)